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Con Facebook è a rischio la privacy? Ecco spiegato dove bisogna fare attenzione e dove si può stare tranquilli.

28 lug 09
Privacy a rischio con FriendCSV, Plaxo, fbCal e altre applicazioni

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Fonte: Facebook Italia

La privacy su Facebook non è mai stata tranquilla, nonostante le misure di sicurezza importe dai programmatori. Tuttavia, anche volendo limitare le informazioni personali ai soli amici, si corrono notevoli rischi.

I rischi sono maggiori se le informazioni personali finiscono poi nelle mani sbagliate, ovvero di professionisti che fanno delle truffe telematiche il loro mestiere. A volte basta iscriversi ad un sito sbagliato, inserire la stesa password che si usa per l’email, o per facebook, e la frittqata è servita. Altre volte nelle informazioni personali diamo indizi sulle nostre password, tipo il nome del coniuge, del figlio, una data di nascita o così via dicendo.

Quando accettiamo una applicazione su Facebook, inoltre, mettiamo a rischio non solo i nostri dati, ma anche quelli dei nostri amici. Ad esempio, FriendCSV può accedere ai nomi, date di nascita, alle storie scolastiche e lavorative degli amici e ad altre informazioni. Plaxo invece è un sito dove si può scaricare una applicazione di nome Pulse, la quale cerca tutti i contatti di Facebook e ne ricava i dati personali. FBcal invece prende in memoria tutti i dati relativi ai compleanni.

Senza mettere i dubbio l’onestà degli sviluppatori che hanno messo a punto le citate applicazioni, l’utente di Facebook dovrebbe capire che ci sono senza dubbio altre applicazioni che raccolgono informazioni personali. E di certo non tutti sono ben intenzionati.

27 lug 09
Album su Facebook condivisi agli amici di amici. Quali rischi si corrono?

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Fonte: CNN video

Postare foto su Facebook e mostrarle agli amici non è sempre una pratica sicura. Specialmente quando gli album sono condivisi non solo agli amici, ma anche agli amici degli amici.
Supponiamo che sul tuo profilo hai 250 amici, e che ciascuno di questi amici ne abbia altrettanti. Il tuo album di fotografie sarebbe allora visibile a 60mila sconosciuti, ed è molto facile incappare in un malintenzionato che decide di utilizzare una tua fotografia in modo inappropriato.

È successo ad una famiglia statunitense: una immagine della famiglia al completo è stata usata come testimonial per una pubblicità in Repubblica Ceca.

25 lug 09
Le immagini del profilo come testimonial di Facebook

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Fonte:  Blog Facebook

È appena giunta una smentita ufficiale sull’eventuale uso dello foto dei profili per inserzioni pubblicitarie o banner.
Barry Schnitt ha postato un articolo sul blog di Facebook in cui spiega che non è cambiata la politica di Facebook sull’uso delle fotografie, e inoltre avvisa che non si stanno violando le norme sulla privacy poste in essere al momento dell’iscrizione a Facebook.

La prima osservazione che ci viene da fare è che nessuno ha accusato Facebook di aver cambiato le regole da un momento all’altro. Le accuse sono di mancata informazione e di faziosità. Infatti, per quanto riguarda l’accettazione delle regole, molti di noi hanno accettato le regole senza averne preso realmente visione, ed effettivamente Facebook non sta venendo meno ai patti.
Inoltre si ignora, e si tende ad oscurare, è che Facebook può utilizzare le fotografie per associarle alle pubblicità che compaiono sui profili dei nosti amici.
Per usare il metodo di San Tommaso, andiamo a vedere che cosa appare se clicchiamo su Impostazioni -> impostazioni sulla privacy -> Notizie e Bacheca -> Inserzioni di Facebook

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Come potete vedere si legge chiaramente che Facebook può associare la tua immagine a messaggi pubblicitari, e come impostazione predefinita, senza che voi siete mai stati opportunamente informati, c’è anche il vostro consenso a fare apparire le vostre voto sulle pagine dei vostri amici. Per negarlo bisogna selezionare “nessuno”.

Ecco spiegato il clamore delle notizie apparse sui blog dedicati a Facebook.

25 lug 09
Nuove impostazioni per assicurare la privacy su Facebook

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Fonte: Inside Facebook

Circa un mese fa Facebook aveva iniziato a testare un “publisher privacy control”, uno strumento che permetterebbe agli utenti di dare una indicazione di massima sulle loro esigenze di privacy. E forse sarebbe stata un’ottima soluzione per evitare la bufera che si è scatenata in questi giorni a causa dell’uso da parte di Facebook delle foto dei profili per scopi pubblicitari.

La novita riguarda le impostazioni sulla privacy, dove sarà possibile rispondere ad un minisondaggio di due domande. La prima è rispondere alla domanda “quanto credi che facebook si curi della tua privacy?” in una scala di valutazione da uno a cinque.
Nella seconda domanda viene chiesto di selezionare tra tre profili proposti quale vi rispecchia meglio.
i profili sono:
- Molto aperto (Non mi importa se chiunque può vedere le informazioni che pubblico su Facebook)
- Nel mezzo (Non mi importa se chiunque può vedere alcune delle mie informazioni, ma certe altre informazioni vorrei condividerle soltanto con i miei stretti amici o familiari)
- Privato (Condivido le mie cose solo con le persone che conosco)

Inoltre sarà possibile decidere con quali e quante persone condividere i propri messaggi di stato.

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24 lug 09
Sarah Mobileiro sarà il primo robot su Facebook

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Fonte: Excite.it

L’Interactive Robots and Media Lab (IRML) dell’Universita degli Emirati Arabi Uniti, finanziata da Microsoft, è pronta a lanciare un primo esperimento sull’interazione di robot con gli esseri umani attraverso internet.

E così potrebbe essere Sarah Mobileiro il primo robot a chiedere la nostra amicizia ed ad interagire con le nostre informazioni personali. Il “Facebot” è in grado collegarsi ad internet, scrivere in inglese e raccogliere dati con i quali interagire con l’uomo. Sarah è anche dotata di un software di riconoscimento facciale, per cui può riconoscere i volti da un Database.

24 lug 09
Come impedire a Facebook di usare le foto per pubblicità e banner

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Da oggi Facebook usa le nostre fotografie per rendere più accattivanti i banner pubblicitari indirizzati ai nostri amici.

Tale cosa non viola le condizioni sulla privacy e i termini sottoscritti alla registrazione di un profilo, ma appare certamente contro i nostri diritti morali di privacy: la nostra faccia potrebbe apparire come testimonial di qualsiasi prodotto o servizio, senza aver ottenuto uno specifico consenso.

Questa “opzione” di comparire o meno in annunci pubblicitari o banner sui profii dei nostri amici di Facebook può essere disattivata (l’impostazione predefinita equivale al consenso). Ci vuole un minuto, basta cliccare su Impostazioni -> Impostazioni sulla privacy -> Notizie e Bacheca -> Inserzioni di Facebook.
Alla voce “Presenza nelle Inserzioni di Facebook” basta scegliere “Nessuno”. Questa semplice operazione vi permetterà di non apparire mai in messaggi promozionali.

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21 lug 09
Che fine fanno i dati personali immessi su Facebook Five?

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Fonte: PCworld

La notizia è apparsa sulla rivista Wired di Agosto, dove non è fatto mistero della destinazione di milioni di informazioni personali in merito a gusti musicali, cinematografici e televisivi.

Lo stesso Tim O’Shaughnessy, responsabile di Living Social (l’azienda che ha sviluppato l’applicazione per Facebook) dice di lavorare a stretto contatto con major discografiche e cinematografiche. Interrogato sulla eventualita di una cattiva informazione da parte degli utenti sull’uso finale dei dati raccolti con l’applicazione, O’Shaughnessy chiosa affermando che “le persone sanno che, quando un servizio è gratis, dietro ci sono dei meccanismi che consentono ad una azienda di monetizzare in qualche modo”.

20 lug 09
Gli evasori fiscali stanati con Facebook e eBay

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Fonte: Trackback

La proposta è partita dal Belgio, e prevede di identificare gli evasori fiscali tramite indagini incrociate su eBay, Facebook ed altri siti web.

In pratica le indagini riguardano gli acquisti online e lo stile di vita di un utente, che verrà poi paragonato ai guadagni dichiarati. Qualora si riscontrassero anomalie, l’autorità finanziaria belga interverrà in modo adeguato.
Si prevede che queste ricerche porteranno un grande vantaggio economico alle casse dello Stato belga, tanto che è possibile che molte altre nazioni si adopereranno per combattere l’evasione fiscale ricercando informazioni sul web.